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Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale A.D.I. di Matera


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PROVVEDERE   AI  “SUOI”  DIMOSTRA  FEDE
                                               
                                                     Testo biblico:1°Tim.5:8
 
Nel leggere questo testo in modo superficiale si potrebbe essere tentati a pensare che provvedere ai “suoi” significhi semplicemente, sfamare la propria famiglia adempiendo unicamente al proprio dovere economico-finanziario stipulato con il matrimonio … ma così non è ! L’impegno dei coniugi per la propria famiglia, infatti, non è solo di tipo economico e finanziario, ma anche morale e spirituale. Questi fondamentali aspetti si assolvono nel momento in cui i coniugi decidono di opporsi in ogni modo ai tanti venti che si abbattono sulla famiglia con lo scopo di distruggerla e ridurla a qualcosa senza scopo né significato. Consideriamo quali potrebbero essere questi venti:
  1. Filosofie e sentimenti errati. Oggi i nostri figli sono bombardati da innumerevoli messaggi e filosofie diffusi attraverso la musica contemporanea, la televisione, la radio, la scuola ecc… e spesso per un giovane risulta difficile  discernere chiaramente il bene dal male. Come la stessa Bibbia afferma, in questi ultimi tempi tutto ciò che è falso e dannoso per l’uomo oggi è ritenuto buono e la verità finisce con l’essere relegata in un piccolo e obsoleto cantuccio chiamato “cose d’altri tempi”! Michea 7:16.
L’insegnamento di Dio è chiaro a riguardo; Egli  chiama ogni genitore e buon credente a vigilare attentamente e a  “provvedere ai suoi”, dando loro ogni giorno i giusti insegnamenti teorici e pratici  senza timori né riserve. 
  1. Esperienze sessuali vissute prima del matrimonio. Se guardiamo intorno a noi scopriamo che questa esperienza è comune alla stragrande maggioranza degli adolescenti. In Canada la percentuale di adolescenti che ha avuto tali esperienze risale al 75 %. Sono dati allarmanti da non sottovalutare che dovrebbero portare ogni singolo genitore alla attenta riflessione e vigilanza. Anche la chiesa, essendo una vera e propria famiglia, non deve sottovalutare questa triste realtà ma bensì deve  combatterla  e possibilmente prevenirla, adoperandosi prima di tutto nel pregare e non solo, nel ricordare alla presente generazione che il peccato davanti a Dio è giudicato sempre allo stesso modo e quindi tali esperienze per Dio restano sempre peccato di adulterio, il quale, se non confessato, sarà punito con la separazione eterna da Lui! (Non v’illudete né adulteri……entreranno nel regno di Dio).
  2. Materialismo. Rispecchia  il problema maggiore per ogni religione. Nonostante il nostro cuore sia del continuo tendente alle cose di questo mondo e che quindi si vedono, Gesù ci invita a chiedere e cercare prima il suo regno (Matteo 6:33). Naturalmente il chiedere e cercare innanzitutto  le cose spirituali non vuol dire abbandonare la propria famiglia né tanto meno  tralasciare i propri impegni familiari.
  3. L’opinione pubblica. Essa  è un tipo di pressione decisamente influente che al giorno d’oggi la famiglia subisce. Un esempio tra molti è il divorzio, concetto ormai così superato per l’opinione pubblica che è diventato un fatto lecito e giustificato. La chiesa e le famiglie cosa pensano al riguardo? Devono forse trascurare i principi scritturali adeguandosi alle idee del mondo circostante? Facendo in questo modo rischierebbero di cambiare radicalmente buona parte dell’Evangelo. In Malachia Dio afferma chiaramente di odiare il “ripudio”e  nessun uomo dovrebbe tentare di separare ciò che Dio ha unito! Sebbene esistano casi estremi in cui Gesù concede il divorzio, la Bibbia ci lascia intendere che si dovrebbe cercare sempre la via del perdono e della riconciliazione. La chiesa quindi, dal canto suo, deve sempre scoraggiare ed opporsi al divorzio ed i pastori di conseguenza devono consigliare la riconciliazione e l’unione perché  sono numerose le testimonianze di famiglie all’inizio smembrate e prossime al divorzio e poi salvate e miracolosamente riunite da Cristo. Cosa fare allora nel caso in cui il divorzio è avvenuto prima della conversione ? La chiesa non può giustificarlo, ma può invitare alla riconciliazione nei limiti possibili e, se ciò non fosse proprio possibile, può in ogni caso evitare di scadere in critiche e condanne perché chi conosce il caso per davvero è solo Dio, il Signore! Naturalmente è biblicamente scontato che il termine divorzio non dovrebbe essere nemmeno nominato in un’ unione tra credenti, ma, nel caso in cui si verifichino i sintomi, alla coppia non resta che piangere davanti al Signore in preghiera e mettersi sotto il sangue di Cristo perché mandi la soluzione e ripristini la loro vita coniugale.
 Cosa dire invece dei matrimoni misti ormai così diffusi ? E delle convivenze ? La Bibbia presenta il matrimonio come un legame indissolubile ed unico riconosciuto da Dio in quanto da Lui stesso voluto e creato! La Parola di Dio descrive chiaramente il matrimonio come una corda a 3 capi che non si può rompere. Se Dio manca, questa corda non sussiste! Dio  non solo è il creatore del matrimonio, ma ne è il socio garante che mantiene salda l’unione. Una famiglia che fa di Dio il proprio “garante coniugale”  sarà una famiglia salda perché fondata non su una roccia qualunque, ma sulla Roccia dei secoli: Dio stesso! Per 6000 anni questo pensiero ha avuto la meglio e molti si sono prodigati perché durasse; purtroppo quest’ultima generazione preferisce la famiglia pluralistica. Cos’è questo termine? Oggi la nostra società è composta dal 47% di famiglie miste, 27% di famiglie tradizionali, 14,5% di famiglie con un solo genitore, 11% di conviventi. Qual è il posto della famiglia cristiana e della chiesa ? Esse non dovrebbero vivere tale problema bensì  adoperarsi per risolverlo e dimostrare di essere realmente sale e luce in un mondo di tenebre! Per concludere, cosa ne pensa la Bibbia delle seconde nozze ? Esse sono approvate solo in due casi :
    1. Nel caso in cui dopo il matrimonio uno dei due membri dovesse morire.
    2. Nel caso in cui un componente della coppia dovesse commettere adulterio, l’altro componente potrebbe risposarsi. Siccome oggi giorno è difficile che ci sia piena innocenza di uno nei confronti dell’altra persona, la chiesa preferisce non celebrare le seconde nozze; in tal caso gli sposi possono evitare di mettere la chiesa in difficoltà decidendo di  sposarsi semplicemente al comune.
Naturalmente, la chiesa ed i pastori sono a completa disposizione nel curare con affetto e amore coloro che vivono questo tipo di  situazioni. Chi vuole la distruzione e la rovina  è satana; Dio , invece, è un Dio d’amore che desidera curare le ferite ed aiutare l’uomo! “Provvedere a quelli di casa nostra” non riguarda solo la nostra famiglia materiale, ma anche quella spirituale, ossia la chiesa. Cosa può significare l’espressione “provvedere per la chiesa” ? Come abbiamo accennato per la famiglia materiale, l’impegno di ogni credente non è solo quello di offrire liberamente per i vari bisogni del popolo e difendere la chiesa dalle varie intrusioni mondane e carnali, ma anche lavorare fattivamente e concretamente in favore di quanti anche in mezzo al popolo di Dio sono nel bisogno come le vedove, i bambini abbandonati, i celibi, gli orfani, i divorziati e chi ha contratto seconde nozze. Vediamo  di seguito qualche consiglio biblico a riguardo:
    1. vedove : Queste persone hanno un particolare bisogno di cura, perché  perdere la persona cara è un evento triste e doloroso e spesso, la solitudine può trasformarsi in un dannoso estraniarsi e chiudersi dentro di sé senza più uscire. Molti sono colore che durante il giorno del funerale incoraggiano e  si propongono di aiutare, ma quanti lo fanno veramente? Giacomo ci avverte chiaramente dicendo  : “la religione pura è soccorrere gli orfani e le vedove”!
    2. bambini abbandonati: Spesso vi sono bambini trascurati perché  cresciuti da un solo genitore  o da genitori violenti ed instabili. Quante tragedie si consumano oggi nelle famiglie ? Se queste situazioni si evincono nelle nostre chiese bisogna incoraggiare il genitore credente o i bambini a frequentare i culti e a non rimanere a casa senza far nulla, proprio perché  in chiesa si ha l’opportunità di invocare l’Iddio che può ogni cosa!
    3. Celibi : Non tutti decidono di sposarsi e , soprattutto, alcuni  scelgono di rimanere tali per servire il Signore. E’  giusto che tali persone siano prima di tutto rispettate ed anche amate  e curate. Questa scelta è  una scelta particolare che va rispettata proprio perché  non è da tutti ma è un dono che viene da Dio stesso!
In conclusione consideriamo che profitto potrebbe trarre quell’uomo che guadagna un mondo di ricchezze e poi perde la propria famiglia ?A cosa serve scalare le vette del successo o del sapere e perdere i propri cari inesorabilmente ?Cosa significa, per un credente, guadagnare tante cose e magari perdere la propria comunità o tantomeno vederla denigrata ed in rovina? Amiamo noi la nostra chiesa come la nostra stessa famiglia? La Chiesa è la famiglia spirituale del credente e il popolo che Dio ama e perciò  siamo chiamati a prenderci cura di essa e in modo specifico l’uno dell’altro! Quando ci sono delle necessità, come  membri di questa meravigliosa famiglia siamo chiamati a sovvenire ai bisogni dei santi. Giobbe diceva : “Che importa all’empio della sua famiglia?”, invece, quelli che temono Dio si interessano dei propri cari e della propria comunità e sono disposti ad amare, perdonare e fasciare le ferite pur di vedere regnare l’unità( Ger.31:1). Dio ama tutte le famiglie perché è Lui che nel Suo amore le ha create ed, in prima persona, si interessa ad esse; perciò non diamo spazio allo scoraggiamento ma aiutiamo i nostri cari e le nostre chiese sapendo prima di tutto che Dio non ci lascerà soli e che inoltre, al termine, ci darà anche un meraviglioso e glorioso premio!
 

 

 

 

 

 



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