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Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale A.D.I. di Matera


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LA VERA GIOIA



Nella Bibbia, il libro dei Proverbi è particolare perché riporta un metodo speciale d'insegnamento, il più antico che si conosca adottato quando i libri erano pochi e costosi e quindi brevi proverbi erano facilmente imparati a memoria. Anticamente, non essendoci possibilità di scrivere, era necessario far conoscere quello che si sapeva agli altri sotto forma di brevi detti. Potremmo dire che questo libro presenta le verità in pillole. C'è differenza tra i proverbi secolari e quelli dichiarati dall'Onnipotente, perché in essi è la sapienza Divina che viene data per il bene del Suo popolo. Il re Salomone fu benedetto oltre misura, grazie al suo desiderio di ricevere la sapienza di Dio per guidare la nazione d'Israele. Lo scrittore principale è Salomone che è stato uno dei più saggi uomini mai esistiti. Ha avuto la sapienza divina e l'ha utilizzata per insegnare, per far conoscere il pensiero di Dio al Suo popolo. Oltre a lui ci sono stati altri uomini saggi, guidati da Dio, che hanno dato un contributo alla conoscenza. Un verso presente nel libro dei Proverbi dice: "Non ti affannare per diventar ricco, smetti dall'applicarvi la tua intelligenza. Vuoi fissare lo sguardo su ciò che scompare? Poiché la ricchezza si fa delle ali, come l'aquila che vola verso il cielo" (Libro di Proverbi 23:4)

IL DENARO NON FA LA FELICITÀ
Ma è proprio così? Non sei felice quando ricevi un aumento di stipendio? E quando ricevi una somma di denaro che non aspettavi, questo non ti fa provare una certa contentezza? Non sei felice quando scopri che l'oggetto che stai per vendere vale di più di quanto tu pensassi? Certamente, dovendo scegliere tra l'avere o no del denaro, tutti sceglierebbero di averlo.
Il punto è come noi definiamo la "felicità".
La felicità e il senso di realizzazione sono tra le cose a cui maggiormente aspirano gli uomini. Esse vengono ricercate in molti modi, tuttavia la Bibbia dice chiaramente che c'è un solo mezzo attraverso il quale si può trovare la felicità: l'ubbidienza ai comandamenti di Dio.
Cercando con zelo il Signore, scoprendo attraverso la Sua Parola ciò che Egli desidera da noi e ubbidendo alla Sua volontà, troveremo la via per un vivere santo e per la vera felicità.
Tempo fa un noto scrittore ha fatto questa eccellente distinzione fra felicità e gioia: "La felicità è in relazione con avvenimenti e fatti esterni che possono influire su di noi in maniera positiva o negativa; la gioia è la sensazione intima di benessere che non dipende da quello che accade attorno a noi. Quando compriamo una macchina nuova, proviamo una grande felicità, ma se nel parcheggio qualcuno tocca il paraurti della nostra auto, la nostra felicità svanisce improvvisamente. Col tempo la novità della nuova auto finisce e anche la nostra felicità si esaurisce. Quindi è vero, a volte il denaro può comprare la felicità, ma non può mantenerla per sempre. La gioia invece, può essere mantenuta anche in mezzo a perdite, sofferenze o grandi avversità. Racchiude un senso di soddisfazione, di realizzazione e d’intenti che non diminuisce a seconda delle circostanze. Per questo è più corretto affermare che il denaro può comprare la felicità, ma non la gioia". Ed è ciò che ci insegna la Bibbia.

MIRA AL BERSAGLIO CORRETTO
Per raggiungere la vera gioia, bisogna mirare al bersa­glio corretto. Il denaro è utile, ma ha i suoi limiti. Non ha alcun valore quando arriviamo alla fine della nostra vita. Al culmine dell'esistenza, ciò che importa è ciò che lasciamo, l'esempio di come abbiamo vissuto, l'impatto che abbiamo avuto nel mondo. "Non serve la ricchezza nel giorno della morte, ma la giustizia del Cristo libera dalla morte".
L'apostolo Paolo scriverà: 'Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all'eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo" (Lettera ai Filippesi 3:8).

LE COSE CHE DURANO
Il segreto per la gioia? Punta alle cose che durano. Un detto comune afferma: "Tutto ciò che arriva facilmente, va via facilmente." Sarebbe saggio dedicare tutto il nostro tempo e la nostra energia nella ricerca continua della ricchezza, se questa può essere facilmente perduta o tolta? Ecco che questo verso del libro dei Proverbi è di grande attualità: "Non ti affannare per diventar ricco, smetti dall'applicarvi la tua intelligenza. Vuoi fissare lo sguardo su ciò che scompare? Poiché la ricchezza si fa delle ali, come l'aquila che vola verso il cielo".
Punta alle cose che durano!
L'apostolo Paolo, scrivendo alla Chiesa di Corinto, diceva: "Mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne" (Seconda lettera ai Corinzi 4:18).
Gesù un giorno raccontò questa parabola: "La campagna di un uomo ricco fruttò abbondantemente; egli ragionava così, fra sé: "Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti?" E disse: "Questo farò: demolirò i miei granai, ne costruirò altri più grandi, vi raccoglierò tutto il mio grano e i miei beni, e dirò all'anima mia: «Anima, tu hai molti beni ammassati per molti anni; ripòsati, mangia, bevi, divèrtiti»". Ma Dio gli disse: "Stolto, questa notte stessa l'anima tua ti sarà ridomandata; e quello che hai preparato, di chi sarà?" Così è di chi accumula tesori per sé e non è ricco davanti a Dio» (Vangelo di Luca 12:21).
Quest'uomo oggi sarebbe definito un businessmen, un uomo d'affari, anzi un Self-Made Men, che si è fatto da solo, eppure di fronte alla morte la sua abilità svanisce.
Perché quell'uomo è definito stolto? È attivo, sagace, sa prevedere e preparare tutto per la conservazione dei beni materiali, ma dimentica qualcosa di molto importante. Dimentica Dio.
In quattro versi è condensata la storia di un'esistenza terrena. E Dio? Non è presente nell'economia della sua vita.
Ha dimenticato il prossimo. Ha dimenticato che a Dio appartiene ogni cosa. Quell'uomo pensa alla proprietà quando parla dei "miei raccolti'', dei "miei granai" dei "miei beni". Questo uomo dimentica che tutto viene da Dio. Dimentica che il domani non è in suo potere. Nessuno è padrone di un solo secondo della sua vita. Il domani è nelle mani di Dio. Dimentica la morte. I granai possono essere edificati e durare per un lungo tempo, ma quanto poteva farlo la sua vita fisica?
Quando la morte non bussa solo alla porta del vicino, sarà ormai tardi.

ACCUMULA LA VERA RICCHEZZA
Giobbe per un attimo ebbe paura di aver messo il cuore sulle ricchezze di questo mondo tanto da dire: "Se ho riposto la mia fiducia nell'oro, se all'oro fino ho detto: "Tu sei la mia speranza," se mi sono rallegrato che le mie ricchez­ze fossero grandi e la mia mano avesse molto accumulato" mi sono allontanato da te (Libro di Giobbe 31:24).
La tua vita la puoi riempire di tante cose, ma resterà sempre vuota. Incontrare Cristo è la vera gioia che porta l'uomo a riporre il suo cuore nella vera ricchezza: "Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano. Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore" (Matteo 6:21).

Carmine Lamanna
 

 

 

 

 

 



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