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Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale A.D.I. di Matera


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LA MEMORIA DEL GIUSTO   
Testo biblico:Prov.10:10

Questo proverbio lasciatoci da Salomone ci illumina intorno ad una grande verità che oggi prenderemo in considerazione : la memoria del giusto.
  Chi è il giusto ? Biblicamente parlando è quell’uomo o donna che cammina rettamente davanti a Dio con umiltà e fedeltà, che rimette  la propria vita nelle mani di Dio fiduciosamente senza tirarsi indietro nelle difficoltà e che continua a credere in Colui che lo ha salvato, redento e che, gli ha fatto le sue promesse, come descritto ampiamente nel Salmo 1. Il proverbio in questione afferma che la loro memoria è una benedizione, ciò implica il fatto che la loro vita difficilmente viene dimenticata da Dio e dagli uomini. Vogliamo ora considerare la figura di alcuni dei tanti “giusti” che la Bibbia ci riporta per considerare quanto questo proverbio è reale oggi nella mia e nella tua vita.  Esaminiamo :
  1. Abramo: E’ stato definito il padre della fede e Dio stesso lo ha chiamato “suo amico” nella Sua Parola. Quale  credente  non ha mai rivolto la sua attenzione alla vita di Abramo, alla sua obbedienza a Dio, al suo cammino giornaliero con Dio verso una meta sconosciuta, alla sua totale fedeltà che raggiunge il suo apice nel disporsi ad offrire persino il suo unico figlio per il suo Dio? Egli rimase fedele nell’attesa dell’adempimento delle promesse rivoltegli da Dio  e , in tutta la sua vita, la sua fede non subì modifiche. Quando ricordiamo questa verità, la nostra vita non solo ha davanti un esempio, ma è incoraggiata ad esercitare la stessa fede non solo nei momenti difficili ma nella vita cristiana di tutti i giorni. Se Abramo è riuscito a servire Dio con fedeltà ed ha ottenuto tutte le promesse possiamo confidare nel fatto che  il nostro Dio, che è lo stesso di Abramo,  farà altrettanto nella nostra vita!
  2. Giuseppe: Tutti i credenti conoscono la storia di Giuseppe; è una delle storie bibliche più conosciute ed una delle frasi che troviamo spesso nella lettura biblica di questa storia è la seguente:”Dio era con lui”. Eppure sappiamo bene di tute le ingiustizie subite da Giuseppe dagli stessi fratelli, le loro cattiverie, il male che gli inflissero vendendolo come schiavo  e che dire poi delle ingiustizie subite a causa della moglie di Potifar ? Giuseppe però ci viene presentato come un giovane che amava Dio e sopportava ogni cosa sapendo che tutto coopera al bene di coloro che camminano rettamente. Anzi, quando Dio lo innalza fino a diventare il viceré d’Egitto, Giuseppe continua ad amare e perdonare chi gli aveva fatto del male contraccambiando col bene. Egli è  un esempio che ogni qualvolta lo consideriamo ci stimola non solo alla fede, ma all’amore fraterno ed alla compassione; ci dimostra che il credente può amare i nemici, può confidare in Dio in ogni occasione e può vivere piamente pur restando in una società peccaminosa e senza Dio!
  3. Daniele: Era un giovane ebreo deportato in Babilonia a causa del peccato di idolatria perpetrato dal suo popolo nei confronti dell’Eterno. La storia biblica ci riporta che pur vivendo alla corte del re babilonese decise di non contaminarsi e di continuare a consacrare la propria vita a Dio con la preghiera e la meditazione. Egli più volte ebbe l’occasione di parlare del suo Dio proprio nelle circostanze più avverse della vita e visse sotto il regno di 5 re stranieri godendo della loro stima e del loro favore. Anche la sua vita ed il suo ricordo non fanno altro che farci desiderare maggiore consacrazione per ricevere una fede attiva e coraggiosa come la sua. Ricordare la sua vita, le sue gesta porta benedizione e forza oltre che coraggio per vivere una vita cristiana stabile ed onesta!
Purtroppo non possiamo trarre le stesse considerazioni sugli empi, ossia quelle persone che pur conoscendo Dio lo escludono fattivamente dalla propria esistenza. La loro vita, una volta trapassati, viene dimenticata in quanto ha portato solo dolore e conseguenze negative per loro e per coloro che li hanno circondati. Molti re d’Israele e di Giuda che fecero ciò che era male agli occhi dell’Eterno non solo sono stati dimenticati, ma hanno dovuto subire il castigo ed il fuoco del giudizio dell’Eterno. Gesù disse che: “il tralcio che non dà frutto e si secca, verrà colto e bruciato nel fuoco”! C’è a nostra disposizione una grande eredità ma, chi spende la propria vita in empietà non valutando quando Dio gli concede, marcirà nel fuoco eterno. Dio invece si ricorderà di tutti quelli che hanno camminato rettamente e ,non solo, accompagnerà la loro vita con benedizioni abbondanti, facendo loro vedere la sua gloria in molte maniere donando alla fine  la vita eterna. Qual è la tua decisione?Vuoi essere un empio o un giusto davanti al tuo Dio ? La tua vita è giusta davanti agli uomini? Quando non ci sarai più, potrà la gente ricordarsi della tua vita come un esempio di fede a cui riferirsi nei momenti difficili? Potrai portare ancora benedizione? Se la tua risposta a queste domande è incerta…prega Dio che ti aiuti a vivere giustamente nel suo cospetto e in mezzo a questa generazione affinché  il tuo nome sia scritto nel libro della vita e la tua memoria sia ricordata nei secoli a venire!
 

 

 

 

 

 



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